Ispra: le cittą italiane sempre pił verdi ma inquinate

Ispra: le cittą italiane sempre pił verdi ma inquinate
Ispra: le cittą italiane sempre pił verdi ma inquinate
Eventi e rapporti

Presentato l'ottavo rapporto sulla qualitą dell'ambiente urbano dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca. Cattive notizie per suolo e aria

Le città italiane sono sempre più verdi e c’è poco spreco di acqua, anche se bisogna fare i conti con un numero ingente di siti sensibili dal punto di vista dell’inquinamento e con problemi di consumo del suolo. Questa la fotografia scattata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nell’ottavo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, realizzato con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e dell’Anci.

Nel documento, che prende in considerazione l’anno 2012, sono censiti 51 comuni capoluogo e i risultati sono davvero interessanti. A preoccupare è innanzitutto l’inquinamento, soprattutto per le bonifiche delle zone a rischio: 57 sono i  siti contaminati di interesse nazionale, i cosiddetti Sin, che coprono oltre il tre per cento dell’intero territorio nazionale. La più alta concentrazione di queste aree si trova a Napoli, che ne ha sei, seguita subito dopo da Milano con cinque. Anche la situazione del sito di Taranto risulta ''articolata'' e ''complessa'', con uno ''stato di contaminazione ambientale abbastanza diffuso nelle zone a ridosso degli impianti industriali'' e ''concentrazioni in alcuni casi rilevanti''. L'avanzamento delle procedure di bonifica è molto eterogeneo, ma solo nove siti risultano avere oltre il 50 per cento di progetti di bonifica approvati.

Buone notizie arrivano, invece, dal settore acqua, sia “per la depurazione che per i consumi”. Nell’oltre 90 per cento delle città esaminate, i reflui sono dotati di depuratore, ed anche il consumo a livello domestico è diminuito negli ultimi dieci anni di circa il 20 per cento, sia grazie alla diffusione di pratiche virtuose, sia anche alla scarsità della risorsa. L’altro settore in crescita è quello del verde pubblico: parchi, giardini, aree naturali e foreste urbane sono cresciute di un punto percentuale.

A preoccupare gli ambientalisti italiani sono però i numeri su aria e suolo. La qualità della prima registra frequenti dati oltre la soglia giornaliera di polveri sottili consentita, soprattutto nel nord della Penisola. Inoltre, in Italia si consumano al giorno più di 100 ettari di suolo, con continuo incremento delle superfici “impermeabilizzate”. Da ciò, derivano i numerosi casi di “sprofondamenti nei centri urbani” dovuti a pioggia e altri fenomeni climatici avversi: nel 2012 a Roma ne sono stati registrati 59. La Capitale è seguita da Napoli e Cagliari.

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