Sicurezza sul lavoro, morti e denunce causate dall'amianto nel 2014

Sicurezza sul lavoro, morti e denunce causate dall'amianto nel 2014
Sicurezza sul lavoro, morti e denunce causate dall'amianto nel 2014
Eventi e rapporti

Secondo l'Inail lo scorso anno sono decedute 414 persone a causa del contatto con il materiale bandito dal 1993. 1.736 le denunce per patologie correlate

Nonostante la messa al bando da vent'anni il numero dei morti a causa dell'amianto continua a mantenersi alto. Solo nel 2014 in Italia sono decedute 414 persone oltre a 1736 denunce a cause di patologie. È quanto emerge dai dati dell'Inail contenuti nel V Rapporto Renam.

 

I NUMERI

Sempre lo scorso anno sono state ben 17.428 le persone annoverate dal Fondo per le vittime dell'amianto, circa 4mila in più rispetto al 2008 (13965). In generale, è calato anche il numero di lavoratori con malattie causate dal contatto con il materiale, così come i casi mortali. Tuttavia, i numeri continuano ad essere alti, dei veri e propri bollettini di guerra dovuti all'utilizzo dal 1945 al 1992.

Nell'arco di quasi mezzo secolo sono state utilizzate 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo prodotto in Italia e 1.900.885 tonnellate importate.

 

I CASI DI MESOTELIOMA

Dal 1993 al 2012 sono stati rilevati 21.463 casi di mesotelioma, il 93% a carico della pleura, il 6,5% peritonali ma anche a danno del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. L'età media della diagnosi è di 69,2 anni, il 9% sotto i 55 anni, il 2% under 45. Il 36,1% delle persone ammalate ha un'età compresa tra i 65 e i 74 anni. Il rapporto di genere pende a favore degli uomini (71,6%) rispetto alle donne (27,5%).

Il 69,5% dei malati ha contratto la patologia a causa dell'esposizione al materiale per cause lavorative, il 4,8% nell'ambito familiare, il 4,2% a livello ambientale, l'1,6% durante attività di svago o hobby. Per il 20% dei casi la causa è improbabile o ignota.

 

AMBITI LAVORATIVI

I soggetti colpiti dalla malattia per motivo professionale hanno contratto la forma tumorale nel settore dell'edilizia (15,2%), industria pesante e metalmeccanica (8,3%), metallurgica (3,9%), fabbricazione di prodotti in metalli (5,7%), cantieri navali (6,75%) e industria del cemento-amianto (3,1%). Il restante quadro è estremamente variegato con la presenza di numerosi ambiti produttivi.

 

BANDO ISI

Nel 2016 per le attività di prevenzione, ricerca e smaltimento dell'amianto verranno stanziati 83 milioni di euro. La misura rientra nel bando Isi 2015 relativo agli incentivi economici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, definito dall'Inail.

I fondi serviranno per la rimozione, il trasporto e lo smaltimento nelle discariche autorizzate. Inoltre, potranno essere coperte anche le spese relative all'acquisto di materiale sostitutivo.  

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