Rifiuti, bene il recupero nelle micro e piccole imprese italiane

Rifiuti, bene il recupero nelle micro e piccole imprese italiane
Rifiuti, bene il recupero nelle micro e piccole imprese italiane
Eventi e rapporti

Secondo i dati di Ecocerved, le aziende fino con meno di 50 addetti sono efficienti per quanto riguarda la raccolta, soprattutto di scarti pericolosi

In Italia ci sono 700mila micro e piccole e imprese che ogni anno producono rifiuti, generandone circa 50 milioni di tonnellate, di cui la maggior parte rappresentate da scarti da costruzione e demolizione. Sono questi alcuni dei dati resi noti da Ecocerved, che ha indagato in uno studio dedicato a questo tema come questo tipo di aziende, che rappresentano una parte significativa del sistema produttivo italiano, trattino e utilizzino i resti delle proprie attività.

Nel nostro Paese ci sono infatti oltre 5 milioni di realtà imprenditoriali con meno di 50 addetti, impiegando il 65% della forza lavoro nazionale, appartenenti per la maggior parte al primario, al comparto manifatturiero e quello della fabbricazione dei macchinari. Tutti i dati analizzati sono stati recuperati a partire dai Mud presentati dai gestori, obbligati a dichiarare imprese ed enti dai quali ricevono i rifiuti e che vengono presentati ogni anno alle Camere di Commercio.

L’obiettivo dell’indagine è quello di fornire alle amministrazioni centrali e locali, così come alle associazioni di categoria e alle imprese stesse, un quadro di riferimento per valutare il contributo delle micro e piccole imprese alla produzione dei rifiuti. I risultati sono interessanti: gli scarti pericolosi costituiscono il 5% del totale prodotto da queste aziende, molto al di sotto rispetto ai numeri fatti registrare da quelli con almeno 50 dipendenti. Nel corso degli anni 2008-2012, tuttavia, la produzione è diminuita di quasi il 3%, con un trend decrescente che continua ancora oggi.

Per quanto riguarda invece la gestione, le micro e piccole imprese mostrano comportamenti che si possono definire green: nel 78% dei casi, infatti, sono impegnate in operazioni di recupero dei rifiuti, quasi dieci punti percentuali al di sopra della media generale. Ciò è vero soprattutto in relazione agli scarti pericolosi, destinati alla riciclo per il 36% della quantità prodotta. A tal proposito, esiste una certa omogeneità tra il Nord e il Sud della Penisola, accumunati da una quota di avvio al riciclo degli scarti che si aggira intorno all’80%.

Le più efficienti sono le aziende che presentano fino ad un massimo di 9 addetti, che recupera l’83% dei rifiuti prodotti. Le percentuali più alte si riscontrano in corrispondenza dei rifiuti da imballaggio e da lavorazione del legno, prossime in entrambi i casi al 95% della quantità gestita, livelli raggiunti anche da quelli da costruzione e demolizione e da trattamento fisico/meccanico dei metalli. 

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