Acqua potabile: dall’Ue una nuova legge per il monitoraggio

Acqua potabile: dall'Ue una nuova legge per il monitoraggio
Acqua potabile: dall'Ue una nuova legge per il monitoraggio
Dalle istituzioni

La parola d'ordine sarà flessibilità. Le regole seguiranno i principi dell'HACCP. L'obiettivo è ridurre le analisi inutili

Novità in tema di monitoraggio dell’acqua potabile. La Commissione europea infatti ha adottato nuove norme volte a migliorare la qualità della risorsa idrica in oltre centomila zone che rientrano nei territori comunitari. Si tratta di una presa di posizione importante da parte di Bruxelles, che in questo modo risponde alle richieste dei cittadini di adottare una legislazione più incisiva per garantire un approvvigionamento idrico migliore.

Nello specifico, la normativa prevede ora che gli Stati membri, dopo una attenta analisi del rischio, possano decidere quale parametro monitorare dato che alcune zone non presentano alcun pericolo concreto. Di conseguenza, è possibile scegliere anche se aumentare o ridurre la frequenza di campionamento nelle zone di approvvigionamento idrico e se estendere l’elenco delle sostanze sotto controllo in caso di problemi legati alla salute pubblica.

La parola d’ordine è dunque flessibilità. Le nuove regole seguono però il principio HACCP (Hazard analysis and critical control point), già utilizzato a livello europeo per quanto riguarda l’igiene alimentare. Gli Stati membri hanno due anni di tempo per adeguarsi alla nuova normativa. Il Commissario Ue per l'Ambiente, Karmenu Vella, ha dichiarato sul tema da Bruxelles che "un'acqua potabile sicura e di qualità elevata è essenziale per la salute e il benessere pubblici, pertanto, è necessario garantire standard elevati in tutta l’Unione. Questo nuovo sistema di monitoraggio e controllo consente di ridurre le analisi inutili e concentrarsi sui quelle che contano davvero".

Il provvedimento è stato accolto soprattutto dalle associazioni di cittadini con grande soddisfazione, anche perché, secondo l’ultima indagine europea in materia, la qualità dell’acqua potabile in tutta l’Unione è buona. Tuttavia, per quanto riguarda gli approvvigionamenti idrici più piccoli il quadro non è uniforme: si osservano bassi livelli di conformità ai parametri microbiologici e soltanto tre Paesi raggiungono livelli compresi tra il 99 e il 100 per cento.

Ciò garantirà un monitoraggio più mirato e basato sul rischio, consentendo al tempo stesso la piena tutela della salute pubblica, in linea con le norme del regolamento sull’igiene alimentare e con il piano di sicurezza dell’acqua dell’Organizzazione mondiale della Sanità. 

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