Rumore sul lavoro, effetti e misure preventive

Rumore sul lavoro, effetti e misure preventive
Rumore sul lavoro, effetti e misure preventive
Lavorare sicuri

L'inquinamento acustico Ť una della cause principali delle malattie professionali. La normativa fissa limiti e obblighi per tutelare l'apparato uditivo

L'esposizione prolungata al rumore durante il lavoro è una causa delle cosiddette malattie professionali. È quanto emerge da un documento pubblicato dall'Inail, Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro, che analizza le cause e le modalità di prevenzione.

 

INQUINAMENTO ACUSTICO

Nell'ultimo triennio il 70% delle malattie professionali è dovuta all'esposizione continua agli agenti fisici, tra questi anche il rumore per il 40%. Infatti, possiamo definirlo come una tra le maggiori cause di inquinamento ambientale che ha assunto livelli preoccupanti non solo per l'intera popolazione ma in particolare per i lavoratori.

In questo ambito, le attività industriali e artigianali comportano certamente i rischi maggiori sia per gli operatori presenti all'interno degli ambienti e sia per gli abitanti delle zone limitrofe soprattutto in presenza di cantieri edili.

La sordità si manifesta principalmente in caso di esposizione per lunghi periodi di tempo e a forte intensità ai rumori, come quelli provocati dalle macchine industriali e da altre attrezzature.

 

EFFETTI SULL'ATTIVITÀ LAVORATIVA

I problemi all'udito sono spesso sottovalutati ma ci si sbaglia poiché il rumore è la prima causa di invalidità professionale. Non solo, a farne le spese è tutto l'organismo con ripercussioni serie quali l'aumento della pressione, tachicardia, aritmia, bruciore di stomaco, tensione muscolare e disturbi intestinali.

Gli effetti sull'attività lavorativa sono riscontrabili con evidenti disturbi della comunicazione, psichici e del sonno che possono aumentare le probabilità di infortuni poiché il rumore rende meno udibili e comprensibili le parole e i segnali acustici.

 

RILEVAZIONE E CLASSIFICAZIONE

Le misure del rumore sono dirette, in generale, ad individuare il livello di pressione sonora presente nel punto di rilevazione. Lo strumento più usato è il fonometro, esso è costituito da un microfono, un amplificatore elettronico e uno strumento di registrazione. Con tali apparecchi si determinano l'intensità e i livelli delle bande di frequenza analizzate.

Generalmente si fanno due classificazioni ben distinte: rumore continuo e impulsivo. Nel primo caso il problema è ciclico e fluttuante, il secondo si verifica in presenza di percussioni isolate o presse. In quest'ultimo caso, si supera la soglia di sopportazione con un danno immediato e traumatico all'apparato uditivo.

 

LE MISURE PREVENTIVE

La normativa di riferimento per la sicurezza sul lavoro è il Decreto Legislativo 81 del 2008 che fissa i limiti di allarme e di decibel. Le misure di prevenzione riguardano la scelta di adeguate attrezzature, l'informazione e la formazione sull'utilizzo dei macchinari, l'adozione di misure tecniche, programmi di manutenzione, organizzazione del lavoro, segnalazione e regolamentazione dell'accesso alle aree rumorose.

Se non è possibile adottare un metodo per l'abbattimento del rumore o se le misure per minimizzare il rischio non sono sufficienti è necessario ricorrere all’adozione dei Dispositivi di Protezione Individuale.

I protettori più comuni previsti dalla legge sono i tappi per le orecchie e le cuffie auricolari isolanti. Infine, secondo la normativa, i lavoratori esposti quotidianamente a soglie di rumore eccessive devono essere obbligatoriamente sottoposti a un controllo sanitario comprendente una visita preventiva di idoneità all'apparato uditivo. 

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