Rifiuti: le novitÓ del decreto 92/2015 per produttori e depositi

Rifiuti: le novitÓ del decreto 92/2015 per produttori e depositi
Rifiuti: le novitÓ del decreto 92/2015 per produttori e depositi
Dalle istituzioni

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio scorso, il provvedimento Ŕ giÓ entrato in vigore. Anche i committenti diventano produttori iniziali

Novità in arrivo in materia di rifiuti. Il decreto legge numero 92 del 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 luglio ed entrato in vigore da questa stessa data, incide infatti sulla disciplina che regola il settore, chiarendo la portata di alcune definizioni e introducendo alcuni sostanziali cambiamenti al cosiddetto Codice ambientale (d.lgs 152/2006). In particolare, viene concesso con il nuovo testo alle imprese di continuare a operare con gli scarti anche se non sono ancora in possesso dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale.

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Il provvedimento, infatti, adegua la normativa italiana a quella europea, nello specifico alla direttiva 2010/75, per cui le imprese che già operano nel pieno rispetto dei requisiti così previsti e che avrebbero rischiato di dover cessare le loro attività entro il 7 luglio 2015 in assenza del rilascio dell’Aia da parte degli enti regionali, potranno proseguire il loro lavoro senza alcun problema.

Per approfondire: Rifiuti speciali, come si calssificano e vengono gestiti in Italia

I COMMITTENTI DIVENTANO PRODUTTORI INIZIALI

Tra le modifiche più importanti, c’è quella all’articolo 183 del decreto legislativo numero 152 del 2006, che contiene le definizioni generali in materia di rifiuti, adeguandole alle direttive comunitarie e specificando il concetto di deposito temporaneo all’interno delle aree di produzione, comprendendo anche il deposito preliminare alla raccolta. Per “produttore di scarti” si dovranno pertanto intendere anche i soggetti ai quali sia giuridicamente riferibile la loro produzione. Quindi, il produttore non è più solo chi esegue le opere, ma anche il committente.

La raccolta comprende invece ora oltre al deposito anche l’attività preliminare alla raccolta stessa. Il decreto prevede inoltre alcune disposizioni che garantiscano la continuità dell’attività produttiva di stabilimenti industriali d’interesse nazionale in presenza di sequestro giudiziario dei beni quando questo si riferisce a reati riguardanti la sicurezza dei lavorati per garantire allo stesso tempo la tutela di quest’ultimi e dell’ambiente circostante. 

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