Incidenti sul lavoro, ecco gli agenti chimici più pericolosi secondo l’Inail

Incidenti sul lavoro, ecco gli agenti chimici più pericolosi secondo l'Inail
Incidenti sul lavoro, ecco gli agenti chimici più pericolosi secondo l'Inail
Eventi e rapporti

Dalla fabbricazione di prodotti in metallo alla lavorazione di fibre sintetiche: la scheda Inail sugli infortuni rivela l'importanza delle misure di sicurezza

Lavorare nel settore chimico comporta rischi che, senza le dovute misure di sicurezza, possono diventare pericoli anche mortali per chi ogni giorno entra a contatto con materiali altamente infiammabili o con proprietà tossicologiche.

La banca data INFOR.MO dell'Inail ha raccolto dal 2002 al 2012 106 dichiarazioni di infortuni causati da agenti chimici, analizzati in seguito attraverso il Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, grazie ai quali è stato possibile confrontare i settori più interessati da questo tipo di incidenti.

METALMECCANICA E CHIMICA I SETTORI PIU' PERICOLOSI

La frequenza più elevata si verifica nei settori della metalmeccanica che comprende la fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo, di macchine e apparecchi meccanici, mezzi di trasporto, della chimica che va dalle fibre sintetiche agli articoli in gomma fino alle materie plastiche. Insieme questi due ambiti concentrano il 35% degli infortuni in totale, seguiti dal settore delle costruzioni che arriva al 17,9%.

LE CAUSE PIU' FREQUENTI

Riferendosi agli incidenti mortali causati dal rischio chimico, la scheda Inail segnala che il 44,7% è causato da incendi o esplosioni con sviluppo di fiamme, cui si aggiunge un 14,4% di infortuni per proiezione di materiali solidi sempre in seguito a esplosioni. Il restante 40.9% è dovuto dall'inalazione o esposizione cutanea ad agenti chimici presenti nell'ambiente di lavoro (24,2%) o che fuoriescono dai sistemi di contenimento (12,2%).

I DATI DEL RISCHIO

Oltre il 60% degli infortuni ha avuto nell'ambiente di produzione, nelle aree destinate alla manutenzione e al magazzinaggio, mentre quasi il 30% degli infortuni mortali è avvenuto in ambienti confinati, ossia “spazi circoscritti con limitate aperture di accesso e una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante in presenza di agenti chimici pericolosi come gas, vapori e polveri o in carenza di ossigeno”.

I DANNI PIU' FREQUENTI PER LA SALUTE

Secondo il report Inail le ustioni sono la conseguenza più diffusa degli incidenti causati dal rischio chimico, con il 49,3% dei casi (45,5 per ustioni termiche e 3,8% per quelel chimiche). La restante metà degli infortuni si divide tra lesioni dovute a fratture o schiacciamenti in seguito a esplosioni senza sviluppo di fiamme. Da sottolineare che circa un terzo dei casi ha visto il coinvolgimento congiunto con lesioni di più lavoratori.  

 

Mario Luongo 

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