Siti contaminati: 70 milioni alle imprese per la bonifica

Siti contaminati: 70 milioni alle imprese per la bonifica
Siti contaminati: 70 milioni alle imprese per la bonifica
Dalle istituzioni

Dal Ministero dello Sviluppo economico in arrivo anche agevolazioni per la reindustrializzazione dei Sin. Possono partecipare grandi aziende e Pmi

Settanta milioni di euro per tutte le imprese che si impegnino a reindustrializzare i siti contaminati. Queste le agevolazioni proposte dal Ministero dello Sviluppo economico, che ha definito il decreto attuativo che dovrà ora passare all’esame dell’Economia. Una volta approvata la norma, contenuta nel cosiddetto “Destinazione Italia”, scatterà un credito d’imposta per le aziende che si impegneranno nella bonifica e riconversione dei Siti di Interesse nazionale.

AGEVOLAZIONI

Dopo essere stato bersaglio delle associazioni ambientaliste, che l’aveva definito a più riprese una sanatoria per chi inquina, sono arrivate le prime modifiche al testo, che nella nuova versione introduce un pacchetto di interventi che agiscono sia sul risanamento delle aree contaminate che sugli investimenti produttivi legati alla loro riconversione. In tutto sono previsti finanziamenti per 20 milioni nel 2014 e per 50 milioni di euro nel 2015. È inoltre agevolabile l’acquisto o il leasing di fabbricati, macchinari, impianti e veicoli industriali. A questi si aggiungano programmi informatici e brevetti.

IMPRESE AGEVOLABILI

Per godere degli investimenti bisogna presentare quattro requisiti fondamentali. Per prima cosa, l’azienda deve essere proprietaria di aree contaminate o interessate ad attuare progetti di bonifica e sviluppo produttivo nei siti stessi. Devono poi essere iscritte al Registro delle imprese da un periodo di tempo precedente la firma dell’accordo di programma ed esercitare le sole attività previste da questo. Infine, possono acquistare i beni strumentali agevolabili solo dopo l’adesione all’accordo. Possono partecipare sia grandi aziende che Pmi.

COME OTTENERE I BONUS

L’intera norma, così come previsto da Destinazione Italia, si applica soltanto ai Siti di Interesse nazionale individuati entro il 30 aprile 2007. Rientrerebbero pertanto nell’elenco anche i siti di Porto Marghera, Brindisi, Priolo, Napoli Est e Gela. La data di riferimento è quella individuata dalla direttiva europea sul danno ambientale. Le imprese interessate potranno presentare istanza di partecipazione online e la procedura di accesso sarà divisa in due fasi, la prima di prenotazione e la secondo di concessione dopo apposite verifiche del Ministero. Il credito d'imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24 in formato telematico.

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Ambiente Magazine seguici su Facebook eTwitter o iscriviti alla nostra newsletter.

Cerca una notizia

Newsletter