Albo dei gestori ambientali: ecco le aziende obbligate all’iscrizione

Albo dei gestori ambientali: ecco le aziende obbligate all'iscrizione
Albo dei gestori ambientali: ecco le aziende obbligate all'iscrizione
Igiene Industriale

Tutti coloro che svolgono attività di trasporto, smaltimento e raccolta dei rifiuti sia urbani che pericolosi la effettuano online. Pesanti le sanzioni

Tutte le aziende e gli enti che si occupano di attività di trattamento dei rifiuti, incluso il trasporto, la gestione degli impianti, la bonifica dei siti contaminati e dei beni contenenti amianto, hanno l’obbligo di iscrizione all’Albo dei gestori ambientali. Istituito nel 1987 e operativo dal 1994, è costituto presso il Ministero dell’Ambiente e si articola in un Comitato nazionale e in Sezioni regionali e provinciali, con sede presso le Camere di commercio delle città capoluogo. La sua funzione è quella di selezionare e qualificare le imprese interessate le quali, per ottenere l’iscrizione, devono dimostrare il possesso di determinati requisiti soggettivi, di idoneità tecnica e capacità finanziaria.

La documentazione da presentare varia a seconda della categoria per la quale si presenta domanda. Queste ne sono in tutto otto: bonifica dei siti contenenti asbesto e di altre aree, commercio e intermediazione dei rifiuti, gestione dei centri di raccolta dei rifiuti urbani trattati in modo differenziato, apparecchiature Raee, trasportatori di rifiuti in conto proprio e transfontalieri nel territorio italiano, e trasporto dei rifiuti compresi nelle categorie 1, 4 e 5 (urbani e assimilati, speciali non pericolosi prodotti da terzi e pericolosi).

L’iscrizione all’albo è dunque essenziale per continuare a svolgere la propria attività. Ha durata di 5 anni e la registrazione può essere effettuata telematicamente sul sito dedicato. In base alla Deliberazione numero 2 del 2013 del Comitato nazionale, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 ottobre scorso, vengono introdotte misure di semplificazione per cui lo scambio di qualsiasi tipo di informazione, il rinnovo o la cancellazione devono avvenire esclusivamente online.

Pertanto, le domande  e le comunicazioni vanno trasmesse alla Sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente utilizzando le modalità di accesso indicate nel portale dell’Albo nazionale. Ciò è a cura del rappresentate legale dell’impresa o del soggetto legittimato. Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti in mancanza della suddetta autorizzazione, iscrizione o comunicazione può andare incontro a pesanti sanzioni.

Se si tratta di rifiuti non pericolosi la pena prevista è l’arresto da tre mesi a un anno o un ammenda da un minimo di 2600 euro fino a 26 mila euro, mentre per gli scarti pericolosi si rischia da un minimo di sei mesi ad un massimo un anno di carcere o una multa compresa tra 2600 e 26 mila euro. Sono esonerati dall’obbligo di iscrizione, così come stabilito dal decreto legge 101/2013 sul pubblico impiego, gli imprenditori agricoli perché prive delle caratteristiche di professionalità e perché attività da considerarsi svolte a titolo occasionale.

Cerca una notizia

Newsletter