Imprese: incentivi per chi valuta l’impronta ambientale

Imprese: incentivi per chi valuta l'impronta ambientale
Imprese: incentivi per chi valuta l'impronta ambientale
Dalle istituzioni

Il ministro Clini ha illustrato a Roma i provvedimenti che il Governo ha adottato per lo sviluppo sostenibile delle Pmi italiane

Puntare sulla green economy e favorire lo sviluppo sostenibile delle imprese italiane attraverso politiche a favore della riduzione della loro impronta ambientale. Il ministro, Corrado Clini, ha così presentato questa mattina, nella cornice della sede di Confindustria a Roma, i provvedimenti che il Governo ha adottato per dare la possibilità alle aziende nostrane, grandi e piccole, pubbliche e private, di valorizzare il territorio in cui operano e investire su risorse rinnovabili ed efficienza. L’incontro nella Capitale ha dato il via anche all’iniziativa “La sostenibilità in tour”, che, attraverso un ciclo di appuntamenti previsti in  numerose città distribuite dal Nord al Sud della Penisola, informerà gli imprenditori sulle potenzialità di un utilizzo “verde” delle  proprie forze.

In particolare, viene potenziato il programma per la valutazione del cosiddetto Carbon footprint, che, attraverso accordi volontari e un bando pubblico disponibile sul sito del Ministero, ha coinvolto ad oggi già più di 70 aziende, leader del Made in Italy,  che operano in diversi settori produttivi. Di queste oltre il 25 per cento costituito da imprese vitivinicole e per il 17 per cento da quelle specializzate in infrastrutture e trasporti.

Obiettivo del provvedimento è la riduzione delle emissioni di gas serra, in vista soprattutto del rafforzamento delle azioni previste dalle politiche governative nell’ambito del Protocollo di Kyoto e del “Pacchetto Clima-Energia” adottato dal Consiglio dell’Unione europea nel 2008. 20% di impiego delle fonti rinnovabili, 20% di risparmiamo energetico in tutti i settori e il 20% di diminuzione di Co2 entro il 2020: questi sono i traguardi che la comunità internazionale intende raggiungere con l’aiuto dei governi nazionali e delle loro politiche a favore dell’ambiente.

Per Carbon footprint si intende l’ammontare di anidride carbonica attribuibile ad un prodotto, ad una organizzazione o ad un individuo. In tal modo è possibile calcolare l’impatto che le diverse attività umane hanno sul cambiamento climatico di origine antropica. Tra i gas individuati dal protocollo di Kyoto da tenere sotto osservazione ci sono, oltre alla Co2, anche il metano, il protossido di azoto, gli idrofluorocarburi, e i perfluorocarburi. Le aziende, secondo le intenzioni del ministero di via Cristoforo Colombo, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di gas di questo genere, si impegnano a definire un programma di carbon management finalizzato alla realizzazione degli interventi necessari a diminuire il loro impatto ambientale.

Inoltre, al fine di incentivare gli investimenti per la sostenibilità nei diversi settori produttivi italiani anche della Pmi, il Ministero, attraverso un bando pubblico, co-finanzia 22 aziende, per un ammontare totale di 1 milione e seicentomila euro. Tra le altre novità presentate da Clini, anche incentivi alle aziende che assumono giovani under 35, interventi di gestione delle acque, diffusione delle rinnovabili  e cura del suolo. Tutte le altre informazioni relative ai bandi in materia sono rintracciabili sul sito internet del Ministero dell’Ambiente.

 

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